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Aumentano attacchi informatici e furti di identità.Che sta succedendo?

Aumentano attacchi informatici e furti di identità.Che sta succedendo?

Prima il furto dei token di Facebook, poi il baco di Google plus e l’annuncio della sua chiusura, infine le denunce di Clusit sull’aumento del furto di credenziali usate per attacchi informatici. Non dovrebbe sorprendere che proprio ieri il Censis abbia certificato un calo di fiducia dei cittadini italiani nei confronti delle piattaforme social, dei motori di ricerca e dei servizi online. In aggiunta qualche giorno fa la vicepresidente di Google Susan Molinari ha ammesso che Google consente ad aziende terze di leggere le nostre email. Che sta succedendo? Ne abbiamo parlato con il Garante della privacy, l’onorevole Antonello Soro.

I rapporti di lavoro con il GDPR dopo il Dlgs 101/2018

I rapporti di lavoro con il GDPR dopo il Dlgs 101/2018

Adesso che si dispone, grazie agli adeguamenti apportati dal recentissimo decreto 101 del 4 luglio 2018, di un testo aggiornato del nostro Codice Privacy, possiamo dire cosa c’è di nuovo in tema di trattamenti nell’ambito dei rapporti di lavoro e controlli sui dipendenti. Ricordiamo che il Regolamento ha rinviato alla normazione nazionale la tematica (cons. 155 e art. 88). In particolare l’articolo 88 del Regolamento definisce in modo ampio gli ambiti e le finalità dei trattamenti in tema di rapporti di lavoro, che possono essere regolati mediante regole più precise “da legge o tramite contratti collettivi”.

Privacy by design e Gdpr: un’etica per l’Intelligenza artificiale

Privacy by design e Gdpr: un’etica per l’Intelligenza artificiale

Una delle novità più rilevanti, ma al tempo stesso più sfuggenti ed ineffabili, del GDPR è l’introduzione del principio di privacy by design (PbD, o protezione dei dati sin dalla progettazione, secondo la traduzione italiana riportata in Gazzetta Ufficiale), di cui all’art. 25 del noto Regolamento Europeo n. 679/2016. Nell’ambito del complesso dibattito in materia di privacy, la PbD – la cui maternità è tecnicamente e storicamente attribuita ad Ann Cavoukian, studiosa e fino al 2014 Garante privacy dello Stato canadese dell’Ontario – ha fatto emergere posizioni contrastanti.

Discutere di etica digitale: contro la libertà di non dover scegliere

Discutere di etica digitale: contro la libertà di non dover scegliere

L’incessante sviluppo tecnologico degli ultimi anni e la proliferazione di numerosi servizi della futura società dell’informazione hanno riportato al centro del dibattito, fuori e dentro l’Europa, i diritti fondamentali della persona e della personalità come parte importante della dignità umana e del rispetto degli individui. Non a caso, dopo un intenso dibattito nelle aule del parlamento europeo e nel Consiglio dell’Unione, e a fronte del più intenso lobbismo mai visto negli uffici comunitari di Strasburgo e Bruxelles, ha visto la luce il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) che mira a conciliare sviluppo tecnologico, economia basata sui dati e moderna salvaguardia dei diritti delle persone.

Anche il Dlgs 101/2018 è in vigore, ma due aziende su tre non sono ancora adeguate

Anche il Dlgs 101/2018 è in vigore, ma due aziende su tre non sono ancora adeguate

Con l'entrata in vigore del Dlgs 101/2018, dal 19 settembre 2018 aziende ed enti non hanno più alibi per non essere allineati alla normativa sulla protezione dei dati personali. Anche se in linea di principio non cambia molto per chi in precedenza si era già attivato per adeguarsi al GDPR, in quanto il nuovo decreto legislativo va solo ad integrare il quadro giuridico italiano con alcune prescrizioni aggiuntive armonizzando il testo del nostro Codice Privacy con quello del Regolamento Europeo, nella realtà dei fatti, alcuni recenti studi hanno però evidenziato che il 65% delle aziende non si sono ancora adeguate.

La privacy 4.0 ridisegna il sistema sanzionatorio per punire gli illeciti

La privacy 4.0 ridisegna il sistema sanzionatorio per punire gli illeciti

Le modifiche al codice della privacy per adeguare la normativa italiana al GDPR introducono nuove ipotesi di reato per chi non è in regola. L’obiettivo è aggiornare la disciplina in materia di trattamento dei dati alle esigenze della digital transformation, all’impiego delle nuove tecnologie, al fenomeno dei big data e dei grandi archivi. Innovativa, tra le altre, è l’ipotesi di reato di “comunicazione e diffusione illecita di dati personali oggetto di trattamento su larga scala”, che punisce chiunque comunichi o diffonda un archivio automatizzato o una parte sostanziale di esso contenente dati personali oggetto di trattamento su larga scala.

Corso di formazione manageriale per Data Protection Officer al CNR di Pisa

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