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Visualizza articoli per tag: giornalismo

Il Garante della privacy, a seguito della ricezione di nuove segnalazioni relative alla diffusione di informazioni personali riguardanti l’ex Ministro Sangiuliano e la moglie nell’ambito della trasmissione “Report”, ha integrato l’istruttoria già avviata, richiedendo di acquisire la registrazione della trasmissione al fine di completare gli accertamenti di competenza.

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Il giornalista può trattare i dati senza consenso, ma deve rispettare il limite dell'essenzialità dell'informazione; ha diritto alla segretezza delle fonti, ma deve rispettare la dignità delle persone; può mantenere il suo archivio personale, ma non deve agire in incognito. Sono alcuni dei punti fermi del difficile bilanciamento tra privacy e diritto di cronaca, alla luce delle «Regole deontologiche relative al trattamento dei dati personali nell'esercizio dell'attività giornalistica», elaborate dal Garante e trasmesse Ministero della giustizia per essere riportate con decreto nell'Allegato A) del Codice Privacy, la cui delibera è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 3 del 4/01/2019.

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In relazione alla vicenda inerente all’ex Ministro Gennaro Sangiuliano, con un comunicato stampa del 20 settembre u.s. il Garante per la protezione dei dati personali ha richiamato media e siti web e al più rigoroso rispetto della normativa in materia di privacy e, in particolare, al criterio dell’essenzialità dell’informazione.

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Nel rispetto del Regolamento (UE) 2016/679 ogni Stato membro dell'Unione Europea dispone che una o più autorità pubbliche indipendenti siano incaricate di controllare l'applicazione del Regolamento al fine di tutelare i diritti e le libertà fondamentali delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali e di agevolare la libera circolazione dei dati personali all'interno dell'Unione Europea.

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Il Garante Privacy ha sanzionato un quotidiano e due siti di informazione che avevano pubblicato illecitamente dati personali e dettagli di un bambino e di una ragazza ancora minorenne coinvolti in due diversi episodi di cronaca. In entrambi i casi l’Autorità si è attivata a seguito del reclamo dei rispettivi genitori.

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La Corte Ue ha affermato che la comunicazione di un'informazione privilegiata da parte di un giornalista è lecita solo quando è necessaria all'esercizio della sua professione ed è conforme al principio di proporzionalità. Con la sentenza sulla causa C-302/20, la Cgue detta ai giudici nazionali i parametri per giudicare la legittimità dell'agire del giornalista che, anticipa alle proprie fonti abituali il contenuto di un proprio articolo di imminente pubblicazione riportante notizie su investimenti finanziari in una data società quotata.

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Con l’avvento dell’intelligenza artificiale generativa la necessità di un’informazione corretta e soprattutto veritiera si è imposta in tutta la sua evidenza. I rischi derivanti dall’introduzione e dall’uso dei Large Language Models, in grado di comprendere il linguaggio umano e generare contenuti, sono ormai sotto gli occhi di tutti.

Il Garante per la protezione dei dati personali ha disposto, in via d’urgenza, il “blocco” provvisorio di ogni ulteriore diffusione, anche on line, dei contenuti dei messaggi acquisiti e presentati, come loro trascrizione, in alcuni articoli pubblicati da “la Repubblica” riguardanti la relazione intima che sarebbe intercorsa tra la dirigente di un liceo romano ed uno studente dello stesso istituto.

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Lunedì, 14 Maggio 2018 12:46

Inviolabile la mail aziendale dei giornalisti

Il giornale non può aprire l'account di posta elettronica aziendale dei giornalisti. Anche dopo il Jobs Act il datore è legittimato a raccogliere informazioni dagli strumenti che il dipendente usa per svolgere la prestazione soltanto se rispetta le norme del codice privacy e dello statuto dei lavoratori, come modificate dal decreto legislativo 151/15: diversamente compie un illecito trattamento di dati personali.

Il 27 novembre il Garante ha inviato un avvertimento formale a Gedi Gruppo Editoriale in relazione a possibili violazioni della normativa in materia di protezione dei dati personali. Gedi non avrebbe considerato l’esistenza, nei contenuti trasferiti a OpenAI, anche di dati sensibili e di dati relativi a condanne penali e a reati, che godono di una tutela rafforzata.

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Siamo tutti spiati? il presidente di Federprivacy a Cremona 1 Tv

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