Il dirigente scolastico non può censurare il libero pensiero che il docente esprime in chat
Capita spesso che alcuni dirigenti scolastici, con lo scopo di controllare le dinamiche interne alla scuola, intervengono ad ammonire i docenti che esprimono un pensiero critico, attraverso un messaggio WhatsApp nei numerosi gruppi amministrati dai collaboratori del dirigente. Una recente decisione della Cassazione, anche se non direttamente riferita al contesto scolastico, ha chiarito che il dirigente non può utilizzare le chat private dei docenti ai fini di sanzioni disciplinari.
(Download sentenza riservato agli associati)
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