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È boom di data breach notificati al Garante della Privacy, ma i nemici più pericolosi non sono sempre gli hacker

È boom di data breach notificati al Garante della Privacy, ma i nemici più pericolosi non sono sempre gli hacker

Un dato emerso dall’ultima Relazione annuale del Garante per Privacy, è il numero dei data breach notificati lo scorso anno: con una media di quasi 6 al giorno, sono state infatti complessivamente ben 2071 le violazioni comunicate all’Autorità per la protezione dei dati personali, con un aumento addirittura di circa il 50% rispetto all’anno precedente. Anche se la definizione anglofona “data breach” evoca tipicamente nelle menti degli addetti ai lavori le conseguenze di attacchi hacker ed altri disastri di natura informatica, leggendo la relazione del Garante si apprende però che non sempre c’è la mano oscura dei cyber criminali quando si verifica una violazione sui dati.

Metaverso: gli impatti per la privacy, tra interrogativi e possibili scenari

Metaverso: gli impatti per la privacy, tra interrogativi e possibili scenari

Siamo agli inizi dell’epoca dominata dal metaverso, una realtà ibrida tra quella digitale e quella aumentata dove, entro i prossimi dieci o quindici anni secondo le previsioni, i nostri avatar si muoveranno e interagiranno. Il tema della privacy, in particolare, assume un’importanza centrale considerando l’enorme mole di dati personali che circoleranno ed il valore di cui godranno per le imprese che faranno business grazie alla loro raccolta e trattamento. Quali saranno quindi gli impatti che il metaverso apre dal punto di vista giuridico per imprese e utenti sotto il profilo della tutela e della sicurezza dei dati? Difficile ad oggi fare previsioni precise, certo è che le implicazioni generano non pochi interrogativi.

Data Governance Act: una nuova sfida per la tutela dei dati personali

Data Governance Act: una nuova sfida per la tutela dei dati personali

Come noto dopo il Parlamento europeo, anche il Consiglio dell’UE il 16 maggio 2022 ha approvato un nuovo atto legislativo volto a promuovere la disponibilità di dati e a creare un ambiente affidabile per facilitare il loro uso a fini di ricerca e per la creazione di nuovi servizi e prodotti innovativi. L'atto sulla governance dei dati (Data Governance Act - DGA) istituirà solidi meccanismi per facilitare il riutilizzo di determinate categorie di dati protetti detenuti da enti pubblici, far crescere la fiducia nei servizi di intermediazione dei dati e promuovere l'altruismo dei dati in tutta l'UE.

Trasferimento dati negli Usa: ora serve un’accelerazione e una concretizzazione delle promesse fatte durante l'ultimo vertice Nato

Trasferimento dati negli Usa: ora serve un’accelerazione e una concretizzazione delle promesse fatte durante l'ultimo vertice Nato

La notizia ormai è nota e ha fatto il giro dell’Europa e di Internet, attraversando poi l’oceano e sbarcando a Washington: con un provvedimento adottato il 9 giugno 2022 il Garante per la protezione dei dati personali ha accertato che i trasferimenti di dati personali negli Usa necessari al funzionamento del servizio Google Analytics, leader di mercato nei servizi di analisi di traffico e contatti di un sito internet, sono incompatibili con la disciplina europea sulla protezione dei dati personali o, più precisamente, lo è lo specifico trasferimento di dati personali posto in essere da uno delle migliaia di clienti italiani di Google: quello oggetto dell’istruttoria conclusasi, appunto, con l’adozione del provvedimento.

La privacy interessa a Apple, meno ai cittadini americani e al Big Tech

La privacy interessa a Apple, meno ai cittadini americani e al Big Tech

Agli americani la privacy non interessa più di tanto. Non a tutti naturalmente. Ma da qui si deve partire. Un nuovo studio del Pew Research Center ha rilevato che sono sempre meno i cittadini a stelle strisce che vogliono più regolamenti per le aziende Big Tech. Più nel merito: il 44% degli americani è favorevole a una maggiore regolamentazione del governo. Lo scorso anno erano addirittura al 56% , quindi oggi sono meno della metà. Peraltro, sono sia repubblicani che democratici quindi non c’è una discriminante politica.

Troppo facile dare sempre la colpa agli hacker se le nostre telecamere ci spiano

Troppo facile dare sempre la colpa agli hacker se le nostre telecamere ci spiano

Da nostre alleate per proteggerci da ladri e malintenzionati a nemiche della nostra privacy che ci spiano nell’intimità delle nostre abitazioni. Sono le telecamere dei sistemi di videosorveglianza che sempre più spesso vengono prese di mira dai pirati informatici. Nell’operazione “Rear Window” la Polizia Postale e la Procura di Milano hanno sgominato un’organizzazione di criminali che spiavano migliaia di persone inserendosi nei sistemi informatici delle telecamere di videosorveglianza all’interno di spazi particolarmente intimi come camere da letto e bagni di abitazioni, alberghi, uffici, spogliatoi di palestre e piscine, con l’obiettivo di carpire immagini che ritraggono le ignare vittime durante la consumazione di rapporti sessuali o atti di autoerotismo, per poi poterne fare oggetto di commercio sui social.

Il presidente di Federprivacy a Report Rai 3

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