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Covid-19 e riconoscimento facciale, l’insostenibile leggerezza dei diritti fondamentali

Covid-19 e riconoscimento facciale, l’insostenibile leggerezza dei diritti fondamentali

Le discussioni di queste settimane, in italia, in Europa e, per fortuna, anche fuori dai confini del vecchio continente a proposito dell’esigenza di identificare la migliore possibile soluzione di compromesso tra l’utilizzo della tecnologia nella guerra alla pandemia e il rispetto della privacy dei cittadini ci hanno, probabilmente, consegnato l’illusione di un mondo nel quale i diritti fondamentali stanno recuperando il ruolo che meritano nella società.

Arriva l’App Immuni: il Governo fa un passo avanti, ma restano dubbi

Arriva l’App Immuni: il Governo fa un passo avanti, ma restano dubbi

Nella notte di mercoledì 29 aprile 2020 il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Legge che fissa alcune regole fondamentali per l'utilizzo dell'app Immuni (il nome potrebbe cambiare), scelta per tracciare i contagi da coronavirus. La decisione è arrivata dopo che nella stessa giornata di mercoledì il Garante per la protezione dei dati personali aveva espresso parere favorevole alla proposta normativa di tracciamento dei contatti tramite la predetta app Immuni.

Nella "fase 2” largo ai termoscanner tra business e sfide sul rispetto della privacy

Nella "fase 2” largo ai termoscanner tra business e sfide sul rispetto della privacy

Oltre al controllo della temperatura corporea dei dipendenti per l’accesso ai luoghi di lavoro, la misurazione della febbre si estende anche a tutti gli aeroporti, alle stazioni ferroviarie, e alla metropolitana. A stabilirlo sono le disposizioni del Dpcm del 26 aprile 2020 relative alla gestione epidemiologica da Covid-19 durante la "fase 2". Anche se per molti cittadini desiderosi di uscire di casa e di riprendere le loro attività quella di sottoporsi obbligatoriamente al test potrà rappresentare un’intromissione nella loro privacy, un’altra faccia della medaglia è quella delle imprese che hanno saputo trasformare la crisi in un’opportunità di business, correndo a brevettare nuovi strumenti e dispositivi che hanno messo a punto proprio durante il periodo di chiusura imposto loro dal governo.

Sulla lotta ai contagi da Covid-19 serve un'alleanza tecnologica con le imprese

Sulla lotta ai contagi da Covid-19 serve un'alleanza tecnologica con le imprese

In questi giorni caldi di polemiche e di acceso dibattito sulla app nazionale di contact tracing c'è un aspetto sul quale è stato posto poco l'accento: la cessione di privacy che i lavoratori dovranno concedere alle loro aziende. Ammesso che l'app nazionale di contact tracing (Immuni) possa funzionare con efficacia, si dovrà comunque prevedere anche una strategia di controlli anti-Covid-19 tecnologici diffusi e distribuiti sul territorio. Solo grazie al controllo «decentralizzato», e quindi all'impegno proattivo, innovativo e coordinato di imprese, enti pubblici e parti sociali, si potranno adottare misure preventive adeguate e capillari.

Le app anti Covid-19 millantano volontarietà

Le app anti Covid-19 millantano volontarietà

Le applicazioni in prima linea contro il contagio, infatti, sono volontarie, ma fino a un certo punto. Bisogna, infatti, fare i conti con gli obblighi che derivano dall’ordinamento complessivo. Ci si chieda: se uno ha notizie utili a evitare guai alla salute di altre persone e se volontariamente non le mette a disposizione, non è forse responsabile delle conseguenze evitabili con la sua collaborazione? Non ci sono vincoli di solidarietà sociale che implicano e diventano obblighi giuridici? Questo è un esempio delle numerose insidie da affrontare ogni volta che si affronta il tema del bilanciamento tra opposti interessi.

L’intelligenza artificiale al servizio dell’emergenza sanitaria da Covid-19

L’intelligenza artificiale al servizio dell’emergenza sanitaria da Covid-19

Stiamo vivendo un momento storico davvero particolare in cui, a fronte dell’eccezionalità della situazione, alle regole sul trattamento dati viene chiesto di fare “un passo indietro” in virtù della prevalenza di interessi meritevoli di una tutela maggiorata. Certo non bisogna dimenticare che le esigenze di ricerca (medica e non solo) non possono pregiudicare a tutti i costi i diritti dei singoli, e pertanto vanno contemperate con altri interessi sulla base del c.d. principio del balance test.

TV9, il presidente di Federprivacy alla trasmissione 9X5

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