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Cari social, ecco perché non avrete la foto di mia figlia

Cari social, ecco perché non avrete la foto di mia figlia

Ieri il podcast di Governare il Futuro non è uscito perché l’altro ieri sono diventato papà. Mentirei se dicessi che nelle ultime ore non sono stato tentato di condividere via social la prima foto di mia figlia, il suo primo bagnetto, la sua prima poppata, la sua prima vera dormita tra le braccia della mamma. Ho scattato decine di foto, naturalmente, e decine di volte sono stato a un tap di distanza dal condividerla via social. A tentarmi, ogni volta, la felicità, l’entusiasmo, l’orgoglio di papà e soprattutto il fatto che quella social è, ormai – giusto o sbagliato, bello o brutto che sia – la dimensione naturale della nostra vita, specie in tempo di pandemia. Ma, almeno sin qui, ho sempre scelto di non pubblicare quelle foto e di limitarmi a inviarle a amici e parenti che il Covid tiene lontano dall’ospedale.

Ora gli utenti di Linkedin devono diffidare anche dai propri colleghi di lavoro

Ora gli utenti di Linkedin devono diffidare anche dai propri colleghi di lavoro

È LinkedIn l’ultimo bersaglio colpito dai pirati informatici, che sono riusciti ad appropriarsi di un enorme archivio di dati personali di circa 500 milioni di utenti del social network professionale per eccellenza, i quali sono stati loro malgrado trattati come merce svenduta a prezzi di saldo su un popolare forum di hacking.

Cibersicurezza sempre più componente essenziale di un mercato unico digitalizzato

Cibersicurezza sempre più componente essenziale di un mercato unico digitalizzato

La trasformazione digitale sta cambiando radicalmente e rapidamente il mondo. Portando con sé un profondo ed irreversibile mutamento delle modalità di comunicazione e di scambio di dati e informazioni. Nuove minacce incombono e cittadini, consumatori, fornitori si trovano esposti a reati informatici sempre più numerosi e sofisticati. I player del Digital Single Market, pur se con differenti finalità, condividono l’obiettivo comune di un ambiente digitale sicuro, indispensabile per sostenere un cambiamento etico, che porti benefici per tutti.

WhatsApp per condividere dati aziendali riservati, attenti al rovescio della medaglia

WhatsApp per condividere dati aziendali riservati, attenti al rovescio della medaglia

La comodità è figlia della pigrizia. Quest’ultima ha una discendenza pericolosa, tra cui spiccano le nipotine della messaggistica istantanea la più vivace delle quali è certo WhatsApp. Quest’ultima soluzione prende facilmente per mano chi lavora da remoto o semplicemente si trova fuori ufficio: è suadente e abbordabile anche per chi non ha competenze tecnologiche, è traditrice perché non offre nessuna garanzia di riservatezza.

La privacy non vieta il digital green pass Ue ma indica come realizzarlo

La privacy non vieta il digital green pass Ue ma indica come realizzarlo

L’Europa avrà un digital green pass o, almeno, questa è la proposta della Commissione europea presentata lo scorso 17 marzo. Non sarà un passaporto vaccinale ma un certificato digitale che servirà a provare indifferentemente che un cittadino si è vaccinato, che un cittadino è risultato negativo a un test o che un cittadino, guarendo dal Covid, ha sviluppato i necessari anticorpi.

Sfida al revenge porn dal Garante per la Privacy

Sfida al revenge porn dal Garante per la Privacy

Registrare i momenti intimi con il proprio partner può essere un gioco pericoloso. Lo dicono i dati sul Revenge porn, cosiddetto "pornovendetta". Un fenomeno preoccupante in forte espansione che si sostanzia nella diffusione illecita, non consensuale, attraverso i social media, di foto e video sessualmente o pornograficamente rilevanti, scattati nell’intimità di una esperienza relazionale e destinati a rimanere privati.

Privacy Day Forum: il servizio di Ansa

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