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La dimensione etica della privacy per guidare le scelte delle aziende sull’utilizzo dei dati personali

La dimensione etica della privacy per guidare le scelte delle aziende sull’utilizzo dei dati personali

Parlando di protezione dei dati personali si usa spesso la parola “sistema”. Altrettanto frequentemente si afferma che l’etica “fa parte” del sistema della protezione dei dati personali. Non sempre però è chiaro il modo in cui questi due concetti dialogano tra loro.

Le imprese digitali devono riguadagnare la fiducia degli utenti

Le imprese digitali devono riguadagnare la fiducia degli utenti

Il 28 gennaio è stata la Giornata europea della protezione dei dati personali istituita dal Consiglio d'Europa per sensibilizzare e promuovere l'importanza della privacy e della protezione dei dati, e nell'occasione, il presidente di Federprivacy, Nicola Bernardi, ha pubblicato un suo video messaggio sul sito della principale associazione professionale dei professionisti del settore iscritta presso il Ministero dello Sviluppo Economico ai sensi della Legge 4/2013.

L’unica strada per la tutela effettiva della privacy è quella dell’etica

L’unica strada per la tutela effettiva della privacy è quella dell’etica

In venticinque anni la privacy ha fatto un passo intero indietro e uno mezzo avanti. Il livello di chiarezza e di adeguatezza delle norme è insufficiente. La difficoltà delle imprese ad adeguarsi è la conseguenza diretta di disposizioni incapaci di esprimere regole certe e prescrizioni comprensibili. A cascata abbiamo la ineffettività della legge e lo scadimento di tutela effettiva della riservatezza (sì, ha ancora un senso usare questa parola). La fiducia degli interessati è diminuita più di quanto sia aumentata la loro consapevolezza (in genere antidoto alla sfiducia). La trasparenza dei trattamenti è opacizzata da surplus (a volte doloso) di informazioni, è facilmente eludibile e non tocca il cuore dei problemi (utilizzo arbitrario dei dati).

È il momento di passare dalla trasparenza di nome a quella di fatto

È il momento di passare dalla trasparenza di nome a quella di fatto

Nei giorni scorsi la Corte Suprema del Massachusetts, negli Stati Uniti, ha messo nero su bianco un principio tanto semplice quanto dirompente: Uber non può opporre ai propri utenti le obbligazioni presenti nelle proprie condizioni generali di contratto semplicemente perché ha dato loro la possibilità di accedervi attraverso un apposito link nell’ambito del processo di registrazione ai propri servizi.

Il Dark Web: furti di identità ed illeciti conseguenti

Il Dark Web: furti di identità ed illeciti conseguenti

Il web che tutti conosciamo non rappresenta che solo una parte delle pagine complessivamente disponibili online. Esiste infatti anche un web sommerso, sconosciuto ai più, che non è direttamente accessibile e che non è indicizzato dai motori di ricerca tradizionali.

Il pugno duro delle maxi sanzioni per le violazioni della privacy non è solo un fenomeno europeo

Il pugno duro delle maxi sanzioni per le violazioni della privacy non è solo un fenomeno europeo

Ammontano a oltre 307 milioni di euro le sanzioni che sono state inflitte lo scorso anno in 341 procedimenti condotti dalle autorità di controllo per la protezione dei dati personali europee. A riferirlo, è il rapporto di uno studio dell'Osservatorio di Federprivacy in cui sono state analizzate le fonti istituzionali dello Spazio Economico Europeo (SEE). In media, nel 2020 ciascuno dei 30 paesi dello SEE ha irrogato 11,3 sanzioni, e ogni Stato ha applicato mediamente 10.264.124 di euro di multe. Ma il pugno duro delle maxi sanzioni per le violazioni della privacy non è solo un fenomeno europeo introdotto dal Gdpr.

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