Federprivacy
Federprivacy è la principale associazione di riferimento in Italia dei professionisti della privacy e della protezione dei dati, iscritta presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MISE) ai sensi della Legge 4/2013. Email: [email protected]
Garante Privacy: via libera a nuove modalità di verifica del green pass nei luoghi di lavoro
Il Garante ha espresso, in via d’urgenza, parere favorevole sullo schema di Dpcm che introduce nuove modalità di verifica del green pass in ambito lavorativo pubblico e privato. Lo schema di decreto, da adottare di concerto con il Ministro della salute, il Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale e il Ministro dell’economia e delle finanze, tiene conto delle interlocuzioni con l’Ufficio del Garante al fine di assicurare, nel rispetto della libertà di scelta in ambito vaccinale, sia il corretto adempimento degli obblighi di verifica da parte dei datori di lavoro pubblici e privati, sia il rispetto della disciplina di protezione dei dati personali e della disciplina di settore, europea e nazionale, in materia di certificazioni verdi.
Revenge porn: segnalazioni e reclami al Garante Privacy anche da parte dei minori
Spazio per la tutela dei minori nel Decreto Legge "riaperture" approvato il 7 ottobre in Consiglio dei Ministri. L'articolo 9 del provvedimento (DL 139/21 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 241 dell'8 ottobre 2021) estende agli ultra 14enni la possibilità di segnalazioni al Garante della Privacy per il "revenge porn", ovvero la diffusione di immagini intime di qualcuno senza il suo consenso e con scopi vendicativi, estorsivi o ricattatori.
Addio privacy per i contribuenti: i loro dati passeranno di mano in mano in nome della lotta all'evasione fiscale
Privacy addio. In nome della lotta all'evasione i dati dei contribuenti, anche i più sensibili, potranno essere utilizzati liberamente e circolare all'interno della pubblica amministrazione. Lo prevede, espressamente, l'articolo 9 del decreto legge 139/21, decreto legge capienze approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 7 ottobre e pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.241 dell'8/10/21.
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L'attivazione di servizi telefonici a pagamento non richiesti viola la privacy
Giro di vite contro l'attivazione sui cellulari di servizi a pagamento non richiesti: le Telco non possono difendersi semplicemente invocando un "fraintendimento" tra l'operatore e il cliente. La Corte di cassazione, sentenza n. 27554/2021 ha infatti confermato la decisione del Garante privacy relativa al trattamento illecito operato da Tim per aver attivato in via unilaterale l'opzione "Internet Play" sul telefono di un cliente.
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Gpen: significativo il ruolo svolto dalle autorità di protezione dati sulle implicazioni per la privacy nella lotta al Covid-19
Uno studio internazionale condotto dal Gpen (Global Privacy Enforcement Network, di cui fa parte anche il Garante per la privacy italiano) ha rilevato che tutte le autorità di protezione dati interpellate hanno svolto un ruolo attivo nel valutare le implicazioni per la privacy delle soluzioni e delle iniziative adottate ai fini della lotta al Covid-19. Solo in pochi paesi le autorità hanno fatto ricorso a interventi e misure finalizzate a promuovere una piena osservanza delle norme.
Green pass, l'assenza di indicazioni nella norma di riferimento che rischiano di lasciare le verifiche al fai-da-te
Senza regole gli accertamenti delle violazioni del green pass. La norma di riferimento (per il settore privato, l'articolo 9-septies del decreto legge 52/2021, introdotto dall'articolo 3 del decreto legge 127/2021) non fornisce nessuna indicazione sulla procedura e sugli atti del procedimento. Tutto sembra lasciato al fai-da-te, che però non può essere ammissibile in materia di esercizio di un pubblico potere sanzionatorio. Ad esempio, le disposizioni non chiariscono chi debba scrivere il verbale di contestazione, quale modello di verbale bisogna usare, da quando partano i termini per i pagamenti in misura ridotta, come inoltrare gli atti alle prefetture e così via.
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Dal Parlamento Ue no alla sorveglianza di massa per evitare discriminazioni e garantire la privacy
Per combattere la discriminazione e garantire la privacy, i deputati europei in una risoluzione adottata da 377 a favore, 248 contro e 62 astenuti, chiedono forti salvaguardie quando gli strumenti di intelligenza artificiale sono utilizzati dalle forze dell'ordine. I deputati sottolineano il rischio di pregiudizi algoritmici nelle applicazioni che usano l’Intelligenza Artificiale (IA) e affermano che la supervisione umana e un chiaro quadro giuridico sono necessari per prevenire tali discriminazioni, soprattutto se utilizzate dalle forze dell’ordine e di controllo delle frontiere.
Garante Privacy: sì alle smart cities, ma occorre proteggere i dati delle persone
L’applicazione delle tecnologie di intelligenza artificiale (AI) allo sviluppo delle cosiddette “smart cities” (o “città intelligenti) può comportare seri rischi, sia per i singoli individui che per i delicati equilibri di coesione territoriale. Un vero e proprio divario potrebbe crearsi, in termini di sviluppo e opportunità sociali ed economiche, tra singole zone delle città, tra città e contesto extra-urbano e fra le varie città di un dato territorio. E’ quanto evidenzia il recente studio “Artificial Intelligence and Urban Development” commissionato dal Parlamento europeo.
No all’uso dei dati degli utenti di LinkedIn per finalità di marketing: Il Garante ammonisce e sanziona un'agenzia immobiliare
Le comunicazioni effettuate e ricevute all’interno di un social network sono finalizzate unicamente a quanto stabilito nelle condizioni di utilizzo del servizio. Lo ha ribadito il Garante per la privacy intervenendo su un’agenzia immobiliare per aver proposto i suoi servizi alla proprietaria di un immobile utilizzando i contatti di LinkedIn. Questa piattaforma infatti ha come finalità lo scambio di contatti al fine di fornire opportunità di lavoro e non prevede che gli utenti del social network possano utilizzare la piattaforma per inviare messaggi ad altri utenti con lo scopo di vendere prodotti o servizi, anche se in ciò consiste la propria attività lavorativa.
Videosorveglianza: il Garante della Privacy sanziona un istituto per ciechi
I sistemi di videosorveglianza non possono essere installati in luoghi dove può essere violata la sfera di intimità e la dignità delle persone. Se poi il sistema riprende soggetti ciechi o ipovedenti, non basta informare quest’ultimi sulla presenza delle telecamere attraverso mezzi tradizionali, come i cartelli, ma devono essere utilizzati strumenti adatti, come i messaggi audio. Questa la decisione del Garante per la privacy che ha sanzionato una residenza per persone cieche, che si erano lamentate per l’installazione di un sistema di videosorveglianza in grado di riprenderle in momenti privati della loro vita.
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TV9, il presidente di Federprivacy alla trasmissione 9X5
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