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Utenti indotti a rinunciare alla propria privacy e uso smodato dei social, urgente mettere un argine

Utenti indotti a rinunciare alla propria privacy e uso smodato dei social, urgente mettere un argine

Secondo un rapporto del CDC Usa quasi il 30% delle adolescenti statunitensi ha preso seriamente in considerazione il tentativo di suicidio. In Italia, il Garante per l’infanzia sollecita le istituzioni a “trovare il coraggio di alzare a 16 anni l’età minima” per l’accesso ai social network. Bernardi: “Come per le sigarette riguardo ai danni sulla salute, sarebbe efficace un avviso preventivo sui rischi che si corrono se si decide di postare un contenuto sensibile.” Lo psichiatra Paolo Crepet, che parteciperà al Privacy Day Forum: “Siamo arrivati all'apice degli effetti negativi di un uso smodato e incontrollato dei social. È ora di mettere un argine.”

App di supporto psicologico online condivideva i dati sanitari dei pazienti con Facebook e TikTok

App di supporto psicologico online condivideva i dati sanitari dei pazienti con Facebook e TikTok

Pensavano di raccontare i loro traumi e i loro disagi solo allo psicologo online in via confidenziale e riservata, ma in realtà i pazienti erano di fatto spiati e le informazioni venivano condivise con social media come Facebook, TikTok, e anche Google.

Dopo 5 anni di GDPR la compliance sulla privacy è ancora considerata una burocrazia

Dopo 5 anni di GDPR la compliance sulla privacy è ancora considerata una burocrazia

Il 78% delle imprese considera ancora la privacy come un mero adempimento burocratico. Il caso della multa da mezzo milione di euro alla società di e-commerce che aveva nominato un DPO in conflitto d’interessi. Bernardi: “Con applicazioni fuorvianti del GDPR ci sono imprese di pulizia che sono state nominate responsabili del trattamento solo perché i loro addetti vedono informazioni aziendali quando svuotano i cestini dei rifiuti”. Paola Casaccino: “Spesso le società sanzionate si erano affidate a consulenti che avevano prodotto solo documentazione burocratica senza badare alla sostanza. Necessario passare dalla teoria alla pratica”.

Un prefetto per l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale: è Bruno Frattasi il nuovo direttore generale

Un prefetto per l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale: è Bruno Frattasi il nuovo direttore generale

È Bruno Frattasi, attualmente prefetto di Roma, il nuovo direttore generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN). La nomina del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è stata deliberata dal Consiglio dei ministri riunitosi ieri a Cutro (Crotone). Frattasi succede quindi a Roberto Baldoni, che si era dimesso lunedì dalla guida dell’ente che guidava fin dalla sua costituzione nell’agosto 2021.

Roberto Baldoni si è dimesso da direttore dell’Agenzia Nazionale per la Cybersicurezza

Roberto Baldoni si è dimesso da direttore dell’Agenzia Nazionale per la Cybersicurezza

Roberto Baldoni si è dimesso dall'incarico di direttore dell’Agenzia nazionale per la cybersicurezza (ACN), che svolgeva da quando l’agenzia venne creata nel 2021. Baldoni non ha parlato apertamente delle ragioni per cui si è dimesso, ma i giornali hanno raccontato di alcune divergenze tra lui e il governo in carica, e di una tensione crescente che avrebbe portato alle dimissioni.

La piattaforma di supporto psicologico online BetterHelp condivideva i dati sensibili degli utenti con i social: risarcimento da 7,8 milioni di dollari

La piattaforma di supporto psicologico online BetterHelp condivideva i dati sensibili degli utenti con i social: risarcimento da 7,8 milioni di dollari

Ancora cattive notizie sul trattamento dei dati degli utenti da parte delle compagnie che operano nel digitale. La Federal Trade Commission (FTC) americana si è mossa per impedire alla società di consulenza online BetterHelp (che offre supporto psicologico) di condividere i dati sensibili degli utenti - comprese le informazioni sulla salute mentale - con le piattaforme social. Un comportamento che le è costato ben 7,8 milioni di dollari da pagare agli stessi consumatori, per saldare le accuse di aver condiviso dati sensibili per scopi pubblicitari dopo aver promesso di mantenere private le informazioni.

Il furto d'identità con l'intelligenza artificiale

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