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Eurostat: gli italiani fra i meno attenti di tutti alla privacy online
Secondo un'indagine di Eurostat, l'Italia è uno dei Paesi dell'Unione Europea che dimostra meno attenzione alla privacy online. I finlandesi, invece, si dimostrano tra i più attenti d'Europa.
I consumatori ora si definiscono «privacy active», e il 75% di essi non acquisterebbe prodotti da un’azienda di cui non si fida
La privacy è diventata una vera e propria esigenza per i consumatori: oltre il 75% dei consumatori non acquisterebbe prodotti da un’azienda di cui non si fida. Ad evidenziarlo, è il Consumer Privacy Survey 2024, lo studio annuale pubblicato da Cisco sulle percezioni e sui comportamenti dei consumatori in relazione alla privacy.
Il 36% degli utenti è convinto che la navigazione in incognito protegga la loro privacy rendendoli completamente invisibili online
Un nuovo studio di Kaspersky ha fatto luce sui principali falsi miti e superstizioni digitali degli italiani: il 36% di essi è erroneamente convito che attivare modalità di navigazione in incognito li renda completamente invisibili online. Inoltre, il 19% è disposto a cliccare su link sconosciuti nei messaggi, con il rischio di compromettere la propria sicurezza.
Il 51% delle organizzazioni impone ai propri dipendenti restrizioni sull’uso dell’Intelligenza Artificiale generativa a causa dei timori sulla privacy
Secondo il rapporto dello studio “Data Privacy Benchmark” di Cisco, quasi un terzo delle organizzazioni (27%) stanno limitando ai propri dipendenti l’uso dell’Intelligenza Artificiale generativa (come ad esempio ChatGPT) a causa delle preoccupazioni legate alla privacy e alla sicurezza dei dati.
Indagine ‘State of Privacy 2025’: professionisti della protezione dei dati più stressati che mai
Secondo una nuova ricerca di ISACA, nonostante i progressi compiuti nei team che si occupano della protezione dei dati, i professionisti della privacy si sentono sempre più stressati sul posto di lavoro alle prese con un complesso quadro di conformità e rischi da gestire.
La certezza della compliance privacy è un miraggio per due aziende italiane su tre
Secondo una ricerca condotta da Usercentrics solo un terzo delle aziende italiane (33 %) si dichiarano totalmente certe di rispettare le normative vigenti in materia di protezione dei dati personali.
La maggioranza delle imprese italiane assegna meno del 3% budget IT alla cybersecurity
In Italia l’aumento degli adempimenti previsti dalle normative in materia di cybersicurezza può impattare in maniera significativa sulla competitività aziendale: a incidere sono principalmente gli investimenti tecnico-organizzativi necessari alla compliance nonché la molteplicità degli oneri burocratici e amministrativi richiesti, oltre che l’innalzamento delle barriere all’ingresso.
L’82% degli utenti abbandona un brand per le preoccupazioni sulla privacy e il 19% lo fa a seguito di un data breach
L'82% degli utenti ha abbandonato almeno un brand negli ultimi 12 mesi a causa di preoccupazioni su come venivano utilizzati i propri dati personali, e il 19% dei consumatori lo hanno fatto dopo aver ricevuto una notifica di data breach per la violazione della loro privacy nell’ultimo anno, aumentando la sensazione di vulnerabilità e sfiducia nei servizi online.
L’Enisa pubblica il suo primo rapporto sullo stato della cybersicurezza nell’Unione Europea
Secondo un rapporto dell’Agenzia dell’Unione Europea per la cybersicurezza (Enisa) è probabile che le istituzioni europee subiranno interruzioni a causa degli attacchi informatici nel prossimo futuro.
L’European Data Protection Board pubblica il rapporto annuale delle proprie attività: ‘contribuiamo a plasmare il futuro digitale dell'Europa’
Il Comitato europeo per la protezione dei dati (European Data Protection Board) ha pubblicato la relazione annuale sulle proprie attività svolte nel 2022. Il rapporto, (disponibile in inglese sia in sintesi che in versione integrale), fornisce una sintesi del lavoro svolto lo scorso anno dal board dei garanti europei e include i risultati di una revisione degli orientamenti effettuata tra le parti interessate e un riepilogo tematico con una selezione di esempi di decisioni assunte secondo il meccanismo di “One-Stop-Shop” previsto dal GDPR.
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Il presidente di Federprivacy a Report Rai 3
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