Federprivacy
Federprivacy è la principale associazione di riferimento in Italia dei professionisti della privacy e della protezione dei dati, iscritta presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MISE) ai sensi della Legge 4/2013. Email: [email protected]
Vaccinazione anti Covid-19 dei dipendenti: le Faq del Garante per la Privacy
Il datore di lavoro può chiedere ai propri dipendenti di vaccinarsi contro il Covid per accedere ai luoghi di lavoro e per svolgere determinate mansioni, ad esempio in ambito sanitario? Può chiedere al medico competente i nominativi dei dipendenti vaccinati? O chiedere conferma della vaccinazione direttamente ai lavoratori? A queste domande ha risposto il Garante per la privacy con le Faq pubblicate sul sito istituzionale dell'Autorità.
Facebook continua a non informare adeguatamente i propri utenti circa l'utilizzo dei loro dati personali: sanzione da 7 milioni di euro
È intervenuto il 17/2/2021 il provvedimento dell'AGCM con il quale è stata irrogata a Facebook (nel dettaglio, Facebook Ireland Ltd. e la sua controllante Facebook Inc.) una sanzione di complessivi sette milioni di euro per le pratiche commerciali scorrette poste in essere non informando adeguatamente gli utenti delle finalità commerciali sottese alla raccolta dei loro dati personali.
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Consumatori europei uniti contro Tik Tok: non rispetta la privacy dei minori, presentato reclamo alla Commissione
Sporge un reclamo il Beuc, l’Organizzazione Europea dei Consumatori, alla Commissione Europea e alla Rete di cooperazione per la tutela dei consumatori contro TikTok. Il social network, che riscuote un grande successo fra bambini e adolescenti, è accusato di non tutelare adeguatamente gli utenti da contenuti inappropriati, pubblicità occulta e di violarne numerosi diritti. Insieme al Beuc, le organizzazioni di consumatori di 15 Paesi del network, fra cui Altroconsumo in Italia, si sono rivolte alle autorità – in Italia, il Garante privacy e l’Autorità garante della concorrenza e del mercato - chiedendo di indagare sulla condotta del social.
Autovelox, l'automobilista multato ha diritto di accedere alle immagini registrate dalle telecamere
L'automobilista che incorre in un controllo automatico dell'eccesso di velocità ha diritto di accesso alle informazioni relative all'eventuale sistema di videosorveglianza posizionata in loco a tutela del vigile elettronico. E se il comune omette di dare seguito alle richieste può scattare una sanzione in materia di privacy. Lo ha evidenziato il Garante per la protezione dei dati con l'ordinanza ingiunzione 15 ottobre 2020, n. 9486531.
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'Il Data Protection Officer tra regole e prassi', lo streaming del seminario per chi se lo è perso
A quasi tre anni dall’introduzione del GDPR, i professionisti che rivestono il ruolo di Data Protection Officer devono affrontare molteplici sfide tra compiti che gli sono assegnati dal Regolamento UE e l'operatività in concreto che vive nel quotidiano delle realtà aziendali e delle pubbliche amministrazioni. Su questi temi, Federprivacy ha promosso un seminario online svoltosi venerdì 26 febbraio 2021 con la partecipazione dell’Avv. Guido Scorza, Componente del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali, l’Avv. Rocco Panetta, membro del Board of Directors di IAPP, e Nicola Bernardi, Presidente di Federprivacy, che ha moderato il dibattito. Per chi non è riuscito a partecipare è stato messo a disposizione lo streaming integrale dell'evento.
Garante per l'infanzia: un minore può dare il suo consenso per iscriversi a un social se ha compiuto 14 anni
A 13 anni sui social network solo con la firma dei genitori. Per legge il bambino non può decidere da solo. Ci vogliono almeno 14 anni, che diventano 18 quando si conclude un contratto, anche online. Poi è tutto da discutere se usare un social su internet, anche se gratuitamente, non sia già un contratto: la conseguenza sarebbe che ci vogliono 18 anni. Ma una cosa è certa: a 13 anni non si può da soli aderire a un servizio online, o come viene più tecnicamente definito, a un servizio della «società dell'informazione».
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Videosorveglianza: la conservazione lunga delle immagini va giustificata
Salvo specifiche disposizioni, spetta all’azienda individuare i tempi di conservazione delle immagini in caso di videosorveglianza, anche nei luoghi di lavoro. È uno dei chiarimenti forniti dal Garante della privacy nelle Faq pubblicate il 5 dicembre 2020. Il Garante ha chiarito alcuni adempimenti legati alla tutela della privacy, che si aggiungono a quelli previsti, sul fronte giuslavoristico, dallo Statuto dei lavoratori.
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Un poliziotto riprende un'operazione critica con il telefonino e il video finisce in rete: sanzionato il Ministero dell'Interno
Riprendere operazioni critiche di polizia e condividerle in chat comporta una serie di problematiche che si ripercuotono necessariamente anche sui vertici. A prescindere dalle responsabilità dei singoli infatti a rispondere per il trattamento negligente dei dati di polizia è sempre il titolare del trattamento ovvero il comune o il ministero. Lo ha evidenziato il Garante privacy con provvedimento 236/2020 che ha sanzionato il Viminale.
Spotify vuole ascoltare i nostri dialoghi e perfino i rumori di fondo per proporci le canzoni più adatte al nostro umore
Spotify vuole conoscerci al meglio. E per farlo vuole capire cosa succede attorno a noi mentre ascoltiamo le nostre canzoni preferite. Il colosso svedese dello streaming sta studiando un sistema per catturare le informazioni sonore attraverso i dispositivi in cui è in uso la sua app. L’obiettivo ufficiale è decifrare emozioni e situazioni dell’utente in un preciso momento per affinare l’algoritmo che seleziona tracce, album, artisti e playlist da suggerire. In sintesi, tracciare un identikit più preciso. Con tutti i dubbi del caso in merito alla privacy di chi preme il pulsante “play”.
Viola la privacy l'amministratore che evidenzia in bacheca i dati del condomino moroso
L'affissione nella bacheca dell'androne condominiale delle informazioni concernenti le posizioni di debito del singolo condomino integra una inammissibile diffusione di dati personali in favore di una serie indeterminata di persone estranee. Tale condotta è illecita e dà luogo alla responsabilità prevista dall'articolo 15 del Codice della privacy (D.lgs. 196/2003). La responsabilità è, inoltre, riconducibile al solo amministratore e non anche ai componenti del consiglio di condominio, essendo costoro titolari di funzioni meramente consultive. Questo è quanto emerge dalla sentenza della Corte d'appello di Potenza n. 355/2021.
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Il presidente di Federprivacy a Rai Parlamento
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