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Visualizza articoli per tag: data breach

Come rivela il quotidiano Irish Independent, le patenti di guida di migliaia di automobilisti sono state lasciate alla mercé degli hacker in una grave violazione dei dati.

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Nel 2022 le pmi si connettono di più, ma la transizione digitale procede con lentezza e le imprese non sono ancora attrezzate per scongiurare attacchi informatici e data breach.a impresa medio-grande su tre e una pmi su sei hanno dichiarato di aver subito attacchi o intrusioni dall'esterno, con conseguente indisponibilità dei servizi, distruzione o corruzione dei dati o divulgazione di dati riservati. Si tratta di numeri che hanno subito un'impennata: nel 2019 erano una pmi su 10 e una impresa medio-grande su cinque.Inoltre, se la cybersecurity preoccupa sia pmi che grandi imprese, solo il 14,4% delle imprese minori ha stipulato un'assicurazione contro gli incidenti informatici. La cifra cresce fino al 45,1%, invece, per le imprese più grandi.

Dopo che era andato in pensione, l'istituto ha pensato di inscatolare e spedire all'ex dipendente quelli che avrebbero dovuto essere gli effetti personali dimenticati sul luogo di lavoro. Chissà con quale sorpresa, l'uomo aveva però ricevuto pacchi molto più voluminosi di quello che poteva ragionevolmente aspettarsi rispetto all'ingombro di oggetti come la foto di famiglia o il souvenir dell'ultima vacanza lasciati sulla scrivania dell'ufficio.

A differenza di quanto è toccato in sorte alla Regione Lazio, stavolta pare (ma è tutto da dimostrare) che non sia colpa degli hacker se i sistemi informativi della sanità regionale lombarda sono andati fuori uso. Il portale che eroga i servizi essenziali tra cui quello del fascicolo sanitario elettronico non è infatti raggiungibile dalla vigilia di ferragosto. Nessuna azione terroristica – come invece temuto a Roma da Zingaretti e D’Amato – ma semplicemente una defaillance determinata da un problema dei sistemi di climatizzazione che garantiscono la temperatura idonea a permettere il regolare funzionamento di server e computer del Centro Elaborazione Dati.

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Ricerca evidenzia che il 97% delle più grandi banche sono a rischio di furto di dati online, e il 20% delle app di mobile banking contiene almeno una vulnerabilità di sicurezza ad alto rischio. Tra le app di web banking esaminate, 85 non superano il test di conformità al GDPR, 25 non sono protette da firewall, e 7 contengono vulnerabilità note e sfruttabili dagli hacker. Necessario clima di fiducia per sviluppo del mercato digitale. Bernardi: "Utenti hanno bisogno di capire di quali siti possono fidarsi". Oltre trenta i siti e le app di banche e istituti di credito che hanno richiesto il marchio "Privacy Ok"

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Si configura un “data breach” quando un’azienda o un'organizzazione di altro tipo subisce un attacco informatico e le vengono sottratti i dati dei suoi utenti, o si verifica comunque un accesso alle loro informazioni non autorizzato. È purtroppo un fenomeno che capita sempre più spesso, tanto è che Business Insider ha stilato una classifica dei peggiori attacchi registrati nel 2018. Riportiamo di seguito quelli principali che potrebbero aver coinvolto anche utenti italiani.

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Un vero e proprio giallo che ha richiesto dei mesi di indagine prima di arrivare al responsabile. Interrogato dalla polizia alla fine P.G., vicentino e tecnico informatico 45enne residente a San Bonifacio ha ammesso di essere entrato nei server di una software house con sede a Vicenza e di avere cancellato «Una parte di dati», come ha confessato. In realtà, secondo quanto riferito dalla questura, il danno è stato ben maggiore: la ditta, nel maggio scorso, si è ritrovata con tutti i backup eliminati e l'impianto informatico azzerato.

Cosa dicono le nuove linee guida EDPB 9/2022 sul data breach? Esaurita la fase di consultazione pubblica, l’European Data Protection Board ha infatti licenziato la versione 2.0 delle linee guida riguardanti gli obblighi di notifica delle violazioni dei dati personali.

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L'Università di Maastricht nei Paesi Bassi è stata colpita da un grave attacco ransomware. Non si sa ancora chi siano gli autori e quali siano le motivazioni, ma sta di fatto che le attività universitarie sono attualmente bloccate.

Non basta subire un furto e perdere i dati personali contenuti nel proprio dispositivo elettronico. Il rischio è anche quello di essere sanzionati dall'autorità dopo aver fatto regolare denuncia. Lo ha chiarito il garante per la protezione dei dati personali con il provvedimento n. 5/2021. L'Arpa Campania ha denunciato sia ai carabinieri che al garante l'avvenuta sottrazione di un hard disk: usato da tutti gli operatori dell'agenzia, anche per motivi personali, conteneva numerosi dati personali.

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