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Monetizzare i nostri dati? forse meglio pagare per la nostra privacy
E’ passato quasi un anno dall’introduzione del Gdpr, l’ambiziosa normativa europea sulla privacy che aveva l’obiettivo di spostare l’ago della bilancia dalla parte dei cittadini, dando a questi maggiori diritti e la possibilità di riprendere il controllo dei propri dati personali da tanto tempo avidamente sfruttati dai colossi di Internet. Eppure, almeno fino ad oggi, di concreti giovamenti gli utenti ne hanno percepiti davvero pochi.
Nuovo articolo 135-octies del Codice del consumo: monetizzazione dei dati personali in vista
Monetizzazione dei dati personali in vista. Con il nuovo articolo 135-octies del Codice del consumo, inserito dal d.lgs. 173/2021, che permette di pagare con dati i servizi e contenuti digitali, si è fatto un significativo passo in avanti per la costruzione di un mercato incentrato sul riconoscimento del valore economico del dato personale: è quanto sostiene Assonime, associazione delle società per azioni, nella circolare 22 del 13/7/2022, dedicata alla analisi delle nuove disposizioni del Codice del consumo sulle garanzie nella vendita di beni e nella fornitura di contenuti o servizi digitali.
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Paywall, monetizzazione dei dati e il rischio della privacy come lusso per pochi
"Un'ulteriore criticità del capitalismo delle piattaforme riguarda la tendenza alla remunerazione del consenso al trattamento dei dati personali, assunto come parte di uno scambio tra dati e servizi". Il 6 luglio 2023 il Presidente dell'Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha presentato la Relazione annuale sull'attività del 2022 e ha così introdotto uno dei temi in essa contenuti. Si tratta del "cookie-or-pay wall" o semplicemente "paywall": una recente modalità con cui l'utente è messo in condizione di accedere a determinati contenuti web, potendo scegliere tra le alternative del consenso ai cookie - compresi quelli di profilazione – o del pagamento di un prezzo.
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Per gli utenti americani la privacy vale tre dollari al mese
Un nuovo studio ha rivelato che gli utenti tedeschi di Facebook credono che il social network dovrebbe pagare 8 dollari al mese per avere il permesso di utilizzare le informazioni personali, mentre gli utenti statunitensi si accontenterebbero di soli 3,50 dollari al mese.
Privacy online: un terzo degli utenti è disposto a dare accesso ai propri dati personali in cambio di denaro
Secondo la nuova ricerca realizzata da Kaspersky Lab , la condivisione dei dati online per ottenere vantaggi a breve termine sta lasciando i consumatori sempre più esposti ai rischi. Nonostante l’indignazione e la preoccupazione scatenati da alcuni scandali di grande rilevanza legati alla condivisione dei dati (incluso il caso di Facebook, che ha concesso a Netflix e Spotify la possibilità di cancellare i messaggi privati degli utenti ), più della metà degli utenti che utilizza Internet (56% a livello globale, 63,5% in Italia) ritiene che avere una privacy totale nel mondo digitale attuale sia impossibile.
Usa: Google offre 5 dollari per fotografare il volto dei passanti
Pare che Google stia ricorrendo a metodi discutibili per migliorare e allenare rapidamente i suoi algoritmi di riconoscimento facciale. Secondo quanto riportato da ZDNet, infatti, è emerso che alcuni dipendenti Google stiano girando per le strade di New York con l'intento di analizzare il volto dei passanti che accettano volontariamente di partecipare all'iniziativa.
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TV9, il presidente di Federprivacy alla trasmissione 9X5
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