Visualizza articoli per tag: email
Email aziendale del dipendente, vietati i controlli retroattivi
Con l’ordinanza 807/2025, la Cassazione ha ribadito che le indagini eseguite dal datore di lavoro sulla posta elettronica aziendale del dipendente possono riguardare solo informazioni successive al momento in cui è sorto un “fondato sospetto” di un potenziale illecito, e non sono quindi ammesse ai fini disciplinari le indagini svolte su periodi antecedenti all’insorgenza di tale sospetto.
Email marketing & Privacy: come impostare campagne promozionali conformi al GDPR
Nell’era del digitale l’email si conferma come una modalità per fare marketing diretto ancora molto sfruttata dalle aziende, in quanto garantisce risultati molto positivi soprattutto se legata all’utilizzo di attività di profilazione degli utenti.
Email pubblicitarie inviate senza consenso dell’utente, non basta un link per disiscriversi ad evitare la sanzione del Garante Privacy
Un link per disiscriversi nelle email promozionali inviate senza consenso non rende lecito l’invio. Lo ha precisato il Garante privacy nel comminare una sanzione di 10mila euro ad una società che aveva utilizzato questa modalità per le proprie campagne promozionali indirizzate a numerosi destinatari.
Gli indirizzi email degli studenti non possono essere divulgati indiscriminatamente
Stop alla propalazione degli indirizzi e-mail degli studenti. A meno che non vi siano motivi specifici per una maggiore visibilità nel contesto dell'organizzazione dei servizi didattici, la circolarità dei dati degli alunni deve rispettare il principio di minimizzazione (articolo 5, regolamento Ue sulla privacy n. 2016/679, siglato Gdpr). Un'indicazione di massima suggerisce che è eccessiva la diffusione dei dati al di fuori della singola scuola.
Per leggere l'articolo integrale devi effettuare il login!
La mail contenente dati sensibili inviata per errore a una moltitudine di destinatari? basta un alert per evitare il data breach
L'adozione di un sistema di “alert” che avvisi l’utente che si sta inviando una mail a persone esterne all’organizzazione, in modo da intercettare eventuali usi impropri del campo “c.c.” è una funzione che potrebbe prevenire ed evitare molti dei data breach causati dall’errore umano in cui informazioni delicate vengono comunicate a una moltitudine di soggetti non autorizzate a conoscerle.
Microsoft: gli hacker russi hanno spiato le email dei clienti
Un gruppo di hacker russi, noto come "Midnight Blizzard", ha compromesso i sistemi di Microsoft, ottenendo accesso non autorizzato alle email dei clienti. L'intrusione, avvenuta circa sei mesi fa, ha interessato un numero non specificato di account.
Raccolta e conservazione dei metadati delle email aziendali, varato il documento di indirizzo
Con decisione del 6 giugno il Garante per la protezione dei dati personali ha rielaborato significativamente le direttive pubblicate il 6 febbraio sui tempi di conservazione dei metadati. Il documento sembra trovare un equilibrio più gestibile a livello aziendale.
Per leggere l'articolo integrale devi effettuare il login!
Regno Unito: le informazioni top secret del ministero della difesa britannico finiscono nelle mani di alleati russi per un errore di digitazione
Un errore di digitazione sulla tastiera del pc durante l’invio di un’email può provocare serie violazioni della privacy e in certi casi anche gravi incidenti di sicurezza nazionale. Lo dimostra quanto accaduto ad un funzionario del Ministero della Difesa britannico, che ha sbagliato indirizzo di posta elettronica inviando accidentalmente informazioni sensibili a un alleato russo, il Mali.
Sindacati, non sono utilizzabili gli indirizzi email istituzionali dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni
La tutela della privacy del personale scolastico non è negoziabile. Le organizzazioni sindacali devono utilizzare i canali istituzionali previsti dalla normativa vigente, senza pretendere l'accesso diretto alla mail istituzionale.
Per leggere l'articolo integrale devi effettuare il login!
Soft spam: sì all'invio di proposte senza consenso ma solo tramite email a chi è già cliente
Soft spam, senza consenso, ma solo per le e-mail. La normativa Ue sul marketing elettronico, risalente al lontano 2002, ammette l'invio di proposte commerciali, senza consenso, a chi è già cliente, limitatamente a prodotti analoghi, ma solo se si usa la posta elettronica. Per tutti gli altri mezzi di comunicazione elettronica, ci vuole il consenso preventivo. La regola, introdotta oltre venti anni fa, continua ad essere vigente così come è stata varata.
Per leggere l'articolo integrale devi effettuare il login!
Galleria Video
Siamo tutti spiati? il presidente di Federprivacy a Cremona 1 Tv
Cerca Delegato
