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La riforma del Registro Pubblico delle Opposizioni, una rivoluzione nel settore del telemarketing

Nell’ultimo decennio abbiamo sentito molte volte dire che i dati sono il nuovo petrolio. Se questo è vero in termini generali lo è a maggior ragione per il settore del marketing, in cui la profilazione dell’utente e la targettizzazione dell’offerta commerciale risultano decisivi per la buona riuscita di una campagna pubblicitaria.

In uno scenario in cui le tecniche di elaborazione dei dati sono sempre più sofisticate, basti pensare all’intelligenza artificiale, il consumatore sconta non solo un’evidente asimmetria informativa – sapendo poco o nulla dei soggetti dietro al trattamento, i quali hanno una conoscenza approfondita di tutte le sue abitudini – ma deve anche subire gli effetti di un notevole sbilanciamento delle forze in campo.

Ci si trova, pertanto, da soli a contrastare un fenomeno di portata spesso globale e un singolo utente, per poter esercitare il diritto di opposizione al telemarketing, deve contattare di volta in volta ogni operatore che tratta i propri dati. Ed è in questo scenario che si inquadra l’ultima riforma del Registro Pubblico delle Opposizioni. Ma andiamo con ordine.

Istituito dalla legge n. 166/2009 e regolamentato dal D.P.R. n. 178/2010, il Registro originariamente è nato come un servizio rivolto agli abbonati telefonici che non vogliono che il proprio numero pubblicato negli elenchi telefonici sia utilizzato per finalità di telemarketing. Con la sua attivazione (31 gennaio 2011) i numeri iscritti nel Registro non possono essere estratti dagli elenchi telefonici ed utilizzati per finalità di marketing – a meno che non sia stato rilasciato apposito consenso – mentre quelli non registrati al servizio possono essere oggetto di campagne pubblicitarie tramite telefono.

Sull’altro versante, i titolari del trattamento che intendono utilizzare i numeri presenti negli elenchi telefonici per finalità di marketing hanno l’obbligo di confrontare le proprie liste di contatto con il Registro prima dell’avvio della campagna pubblicitaria, al fine di non disturbare coloro che si sono opposti. Il servizio è gratuito per gli abbonati telefonici, non ha oneri e costi per lo Stato, ma viene ripagato attraverso i proventi delle tariffe di accesso che corrispondono gli operatori di telemarketing per effettuare le verifiche.

Con il D.P.R. n. 149/2018 abbiamo assistito alla prima estensione del servizio, che ha ampliato il Registro agli indirizzi postali riportati negli elenchi telefonici pubblici, equiparando il loro trattamento per finalità di marketing e vendita diretta a quello delle numerazioni telefoniche. Dal 6 maggio 2019 gli abbonati telefonici la cui utenza è presente negli elenchi pubblici possono quindi opporsi, mediante l’iscrizione nel Registro, al trattamento per finalità pubblicitarie sia del proprio numero di telefono sia del relativo indirizzo postale. Gli operatori di marketing potranno utilizzare gli indirizzi postali presenti negli elenchi telefonici per finalità pubblicitarie sono dopo la pubblicazione delle nuove tariffe per l’accesso al Registro e l’attivazione del servizio a loro dedicato.

Ad oggi sono circa 1,5 milioni le numerazioni iscritte al Registro e oltre 2.000 gli operatori di telemarketing che hanno aggiornato le proprie liste, sottoponendo a verifica più di quattro miliardi di numerazioni. Questo dato evidenzia quanto il Registro, sebbene al momento non protegga dai consensi rilasciati per il marketing, metta al riparo i cittadini da una gran quantità di contatti telefonici all’anno.

Le due maggiori criticità del Registro sollevate da opinione pubblica e mass media – servizio limitato alle numerazioni presenti negli elenchi telefonici pubblici e impossibilità di revocare i consensi forniti in precedenza – sono state sanate dalla legge n. 5/2018, che ha esteso l’ambito di applicazione del servizio a tutte le numerazioni nazionali, ovvero oltre 100 milioni tra fissi e cellulari. Con la futura iscrizione si intenderanno revocati tutti i consensi al telemarketing forniti in precedenza, a meno di quelli rilasciati nell’ambito di specifici rapporti contrattuali in essere o cessati da non più di trenta giorni. La stessa legge ha inoltre stabilito che le chiamate dei call center debbano essere effettuate sempre con il numero in chiaro, con facoltà di utilizzare un numero geografico richiamabile oppure uno dei due codici stabiliti dall’AGCOM con la delibera n. 156/18/CIR, 0843 per le comunicazioni con scopi statistici e 0844 per quelle finalizzate a ricerche di mercato e ad attività di pubblicità, vendita e comunicazione commerciale.

Per poter estendere il servizio sarà necessario attendere l’emanazione del regolamento attuativo, che ne definirà le modalità e i termini di funzionamento. Al momento, lo schema di decreto ha ricevuto i pareri dell’AGCOM, del Garante Privacy e del Ministero della Pubblica Amministrazione. Il prossimo passo è l’approvazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri – previa raccolta dei pareri del Consiglio di Stato e delle Commissioni Parlamentari competenti – e infine l’emanazione da parte del Presidente della Repubblica.

Una volta completato l’iter di modifica regolamentare e attivato il nuovo servizio sarà possibile iscriversi al Registro per non ricevere più offerte pubblicitarie telefoniche. Gli operatori di telemarketing, anche alla luce del principio di accountability che permea il GDPR, dovranno registrare la data di raccolta dei consensi al telemarketing e teleselling, che sarà decisiva per dimostrare il lecito trattamento di una numerazione. Una vera rivoluzione del settore, che vede l’Italia come uno dei Paesi più all’avanguardia nel mettere a disposizione dei cittadini uno strumento per tornare in controllo del trattamento dei propri dati personali. Alle luce di quanto rappresentato, questo esempio potrebbe non essere un caso isolato per semplificare le procedure, le tecniche e gli strumenti per controllare il trattamento dei nostri dati personali.

(L'intervento di Roberto Maurizio Pellegrini all'8° Privacy Day Forum)

Note sull'autore

Roberto Maurizio Pellegrini Roberto Maurizio Pellegrini

Ricercatore Senior e Project Manager per il Registro Pubblico delle Opposizioni presso la Fondazione Ugo Bordoni. Twitter:@mizio20

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