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WhatsApp, il gioco del "vicino di numero" rischia di diventare un incubo

Si chiama #numberneighbor ed arriva dagli Stati Uniti la nuova tendenza che si sta diffondendo anche in Italia come diversivo per socializzare sotto l'ombrellone con il proprio smartphone, ma che insieme al divertimento rischia di portare anche brutte sorprese per chi si presta a stare al gioco.

La sfida consiste nello scrivere al numero di telefono precedente o successivo al proprio cambiando l'ultima cifra, presentandosi semplicemente con un messaggio del tipo ''Ciao, sono il tuo vicino di numero su WhatsApp".

Anche se può sembrare un passatempo innocuo, e anche un nuovo modo per fare amicizie online, se ricevete un tale messaggio non potete ignorare il fatto che venite contattati da un estraneo.

Se molti sono diffidenti e si allarmano per la loro privacy, c'è anche chi interagisce conversando amichevolmente su svariati temi, scambiando informazioni sulla propria vita privata. E qui c'è il primo tranello.

Bisogna infatti sapere che al termine della chiacchierata, le regole di questa sfida prevedono la pubblicazione degli screenshot della conversazione su Twitter e Instagram con l'hashtag #numberneighbor, attraverso il quale tutti possono rintracciare facilmente tutto quello che avete scritto, senza garanzia del vostro anonimato, perchè non è detto che il vostro interlocutore si preoccupi di oscurare il vostro numero. Oppure potrebbero essere le informazioni e i particolari che voi stessi avete ingenuamente fornito ad identificarvi inequivocabilmente.

E nell'epoca degli haters e del cyberbullismo, non è difficile immaginare quali effetti dirompenti potrebbero derivare dal fatto che il vostro numero di cellulare sia diventato di pubblico dominio insieme alle vostre esternazioni che avevate creduto rimanessero confidenziali. Non è remota infatti l'ipotesi in cui potreste essere bersagliati da migliaia di messaggi denigratori e offensivi da parte di sconosciuti che semplicemente non condividono le vostre opinioni.

Di portata ancora più grave sarebbe la situazione se l'utilizzatore del cellulare che riceve il messaggino fosse un minore, o addirittura un bambino, che potrebbe essere umiliato da un bombardamento psicologico innescato da gang di coetanei, o peggio adescato dai pedofili che cercano sempre di sfruttare Internet e social network per adescare le loro vittime.

Come se tutto ciò non fosse già abbastanza per prendere la dovute cautele prima di avventurarsi spensieratamente in quello che viene proposto come un banale passatempo estivo, c'è anche il rischio che il vostro smartphone possa essere infettato da virus e malware trasmessi con attacchi di tipo “Media File Jacking”, che vengono propagati via Whatsapp e Telegram tramite immagini e foto, che il vostro "vicino di numero" potrebbe inviarvi con il pretesto di farsi conoscere meglio.

E se al peggio non c'è mai fine, occorre ricordarsi che proprio inviando immagini ed altri file tramite dei messaggi gli stalker cercano di installare delle "app spia" sullo smartphone del destinatario per pedinare a loro insaputa i loro ex partner, e di recente Google ha dovuto rimuovere dal Play Store sette applicazioni che spiavano e tracciavano gli utenti senza che questi si potessero accorgere di niente.

Se avevate pensato che non ci fosse niente di che a dare un po' di spago a persone di cui non conoscete l'identità che vi scrivono su Whatsapp, adesso potrebbero riaffiorarvi alla mente lontani ricordi dell'infanzia, quando mamma vi raccomandava di “non accettare caramelle dagli sconosciuti”.

Affaritaliani.it - di Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy - @Nicola_Bernardi

Note sull'autore

Nicola Bernardi Nicola Bernardi

Presidente di Federprivacy. Consulente del Lavoro. Consulente in materia di protezione dati personali e Privacy Officer certificato TÜV Italia, Of Counsel Ict Legal Consulting, Lead Auditor ISO/IEC 27001:2013 per i Sistemi di Gestione per la Sicurezza delle Informazioni. Twitter: @Nicola_Bernardi

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