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Videoconferenze, vi spiego perchè dovete stare attenti alla app “Zoom”
Dopo quello del Coronavirus, il contagio che maggiormente ha caratterizzato queste giornate di isolamento è stato certamente quello dell’installazione di software e “app” per eseguire videochiamate e effettuare riunioni a distanza. Tra le soluzioni che vanno per la maggiore c’è “Zoom”, la cui dinamicità non ha faticato a incontrare l’entusiasmo collettivo.Chi non ha esitato ad installare questo strumento probabilmente non ha mai preso in considerazione le possibili controindicazioni che – purtroppo – non mancano davvero.
Videoripresa dei dibattimenti penali ammessa per il diritto di cronaca ma non esente da effetti collaterali
In ossequio al diritto di cronaca è ammessa la ripresa audiovisiva dei dibattimenti. L'ingresso delle telecamere in aula, tuttavia, può generare effetti non sempre lodevoli, peraltro superabili.
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Zoom accetta password di un solo carattere, meglio per una videochat tra amici che per riunioni di lavoro
Mentre in tempi di isolamento sociale da Covid-19 la piattaforma Zoom è diventata velocemente una delle app di videoconferenze più popolari al mondo, Elon Musk ha deciso invece di vietarne l'uso ai suoi dipendenti, e non solo per potenziali carenze riguardanti il rispetto delle leggi sulla privacy.
Zoom si è rimboccata le maniche sulla privacy e può riconquistare la fiducia degli utenti
Fondata nove anni fa in California, fino alla fine del 2019 i ricavi annui della Zoom Video Communications erano “appena” 622 milioni di dollari, ma se per molte imprese la pandemia da Covid-19 ha segnato un profondo rosso, dallo scorso gennaio a fine maggio la popolare piattaforma di videochat ha vissuto una sorprendente crescita che ha fatto schizzare la sua capitalizzazione di mercato a Wall Street ad oltre 50 miliardi di dollari.
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TV9, il presidente di Federprivacy alla trasmissione 9X5
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