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Non scatta il reato se l’uso della banca dati non autorizzato dall’autore è inconsapevole

Non scatta il plagio della banca dati a carico di chi utilizza indirizzi email senza avere la consapevolezza della loro illecita provenienza. Va provato dunque l'elemento psicologico del comportamento che costituisce reato ai sensi della legge sul diritto di autore in particolare per aver posto in essere la condotta penalmente rilevante descritta dall'articolo 171-bis della legge 633/1941, cioè l'uso di un data base senza l'assenso del suo autore. La Corte di cassazione con la sentenza n. 220 dell'8 gennaio 2020 affronta un caso di

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