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Offese online degli utenti non rimosse: così scatta la responsabilità

Se aprire un blog può sembrare un’operazione semplice, lo è anche incappare nelle responsabilità penali e civili che ne derivano. A finire nelle aule dei tribunali non sono soltanto i contenuti postati dai titolari del blog ma anche frasi offensive, critiche accese o illazioni ambigue condivise dagli altri utenti e non prontamente rimosse. A dettare le regole del “gioco” è la legge e – ancora una volta – la giurisprudenza copiosa sul punto. Per la Cassazione i blog rientrano nella categoria dei «mezzi di pubblicità», menzionati dall’articolo 595 terzo comma del Codice penale per la configurabilità della relativa aggravante

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