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Diffamazione su Facebook, Corte Ue in panne

Diffamazione su Facebook, Corte Ue in panne

Facebook potrebbe essere costretta a individuare tutte le informazioni «identiche» a un commento diffamatorio di cui sia stata accertata l’illiceità, e anche «equivalenti» se provenienti dallo stesso utente, e a rimuoverle. Lo afferma l’avvocato generale Maciej Szpunar nelle conclusioni presentate alla causa C-18/18. Il condizionale è d’obbligo, dato che il diritto dell’Unione non disciplina la questione.

La gestione delle contestazioni con il Gdpr tra opportunità di difesa e di conciliazione

La gestione delle contestazioni con il Gdpr tra opportunità di difesa e di conciliazione

Titolari dei trattamenti ormai di fronte alle contestazioni privacy: difendersi, conciliare o tutte e due. Terminato, il 19 maggio 2019, il periodo di prima applicazione del Regolamento Ue 2016/679 (Gdpr) è necessario studiare come gestire un procedimento in cui si imputa di avere violato la privacy. A fronte della contestazione di una violazione di una norma del Gdpr o del codice della privacy ci sono sia opportunità difensive sia opportunità conciliative.

Per la violazione della privacy non basta la diffusione di dati sensibili in un processo civile

Per la violazione della privacy non basta la diffusione di dati sensibili in un processo civile

Se non è provato il danno non basta la diffusione di dati sensibili a fini difensivi in un processo civile perché si configuri il reato di violazione della privacy previsto dall'articolo 167 del Dlgs 196/2003. Lo ha precisato la III sezione penale della Cassazione con la sentenza 20 maggio 2019 n. 23808.

Ncc bocciati in privacy

Ncc bocciati in privacy

Il foglio di servizio Ncc (noleggio con conducente) viola la privacy: c'è rischio di schedatura del viaggiatore e dei suoi viaggi. Lo segnala il Garante della Privacy con una lettera al premier Giuseppe Conte e al ministro dei trasporti Danilo Toninelli. I rilievi nella nota firmata da Antonello Soro riguardano l'articolo 11 della legge 21 del 1992, modificato dall'articolo 10-bis, comma 1, lett. e) del dl 135/2018.

Tempi stretti e documenti essenziali per i reclami al Garante privacy

Tempi stretti e documenti essenziali per i reclami al Garante privacy

Prosegue, a un anno di distanza dalla data di efficacia del Regolamento europeo per la protezione dei dati personali (Gdpr), l’opera di adattamento dell’ordinamento interno alla norma Ue. Se in prima battuta il percorso ha coinvolto principalmente il legislatore, la palla adesso è passata al Garante. Sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell’8 e 9 maggio 2019 e già efficaci i regolamenti del Garante privacy numero 1 e 2 del 2019, volti a disciplinare i procedimenti amministrativi a rilevanza esterna di sua competenza, concernenti l’esercizio dei suoi compiti e poteri.

Registrare di nascosto i colleghi non viola la privacy se serve ai fini della prova contro il datore di lavoro

Registrare di nascosto i colleghi non viola la privacy se serve ai fini della prova contro il datore di lavoro

Registrare di nascosto le conversazioni con i colleghi non costituisce motivo di licenziamento per giusta causa. Infatti è legittimo il comportamento del lavoratore finalizzato a precostituirsi un mezzo di prova contro il datore di lavoro per una causa futura o imminente. È dunque possibile produrre in giudizio le registrazioni occulte di vari colloqui avvenuti con i colleghi, in quanto il diritto di difesa prevale sulla tutela della privacy. Attenzione però: le registrazioni sul lavoro sono consentite a patto che i dialoghi siano pertinenti alla tesi da sostenere in giudizio e il mezzo utilizzato non ecceda le finalità.

Privacy Day Forum 2019: il trailer

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