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Federprivacy

Privacy sotto attacco anche sul divano di casa. Colpa degli elettrodomestici smart, dispositivi “intelligenti” in grado di connettersi a Internet. A rivelarlo sono due studi indipendenti: uno della Northeastern University di Boston e dell’Imperial College di Londra, l’altro dell’Università di Princeton. Gli apparecchi trasmetterebbero infatti i nostri dati sensibili alle cosiddette «terze parti» - aziende interessate a profilare gli utenti per confezionare inserzioni su misura - con molta meno trasparenza del necessario.

Avete presente il classico gesto di vittoria, quello in cui le due dita di una mano sono posizionate in modo tale da formare la lettera "v"? Bene, sappiate che se vi fate immortalare così da una fotocamera di ultima generazione la vostra privacy è a rischio.

Il Centro di coordinamento statale per la sicurezza informatica della Thailandia (ThaiCert), ha lanciato un allarme rivolto a circa 3,3 milioni di utenti spiegando che le loro informazioni personali sono state scoperte in "sistemi di database stranieri che si sovrappongono a siti di giochi d'azzardo".

Il Gdpr non è sufficiente per proteggere i cittadini europei dall’invadenza e dagli abusi dei giganti del web e per questo servono nuove regole più stringenti per controllare e bloccare gli abusi nell’utilizzo dei nostri dati da parte delle grandi corporation digitale made in Usa. Questo in sintesi il pensiero di Margrethe Vestager, vicepresidente esecutivo e commissario alla Concorrenza della Commissione Ue, che in un discorso tenuto a Copenhagen ha dato un assaggio di quella che sarà la sua linea di condotta nei prossimi 5 anni.

La rete è stata ed è, indubbiamente, uno straordinario strumento di promozione della cultura, dell'informazione, del pluralismo, della libertà di espressione, persino di quei legami sociali che oggi ci sembrano sempre più fragili ed evanescenti nella vita "off-line". Eppure, a fronte di questi meriti, il web ha anche sviluppato un "lato oscuro", ospitando e amplificando - con la forza propria di un mezzo davvero "planetario" - espressioni e immagini diffamatorie, vessatorie, violente nel senso più lato del termine, spesso in danno di minoranze o dei soggetti più fragili.

Il mio numero di telefono è disponibile su internet, sottoscrivendo un account a pagamento su un sito accessibile a chiunque. Quasi certamente lo è anche il vostro. Così come quello del presidente del Consiglio Conte, del ministro Bonafede e del presidente della Camera Fico. E persino del Garante della privacy Antonello Soro.

Lunedì, 16 Settembre 2019 11:56

Assunzioni con questionari a prova di privacy

Il datore di lavoro può trattare solo i dati sensibili (oggi definiti particolari) indispensabili per gestire la fase pre-assuntiva del lavoratore o per l’esecuzione del rapporto. È una delle prescrizioni contenute nel Provvedimento del Garante della privacy del 5 giugno 2019 , pubblicato sulla «Gazzetta ufficiale» 176 del 29 luglio, emanato per armonizzare con il Regolamento 679/2016 (il Gdpr) le prescrizioni già contenute nelle autorizzazioni adottate quando era in vigore il "vecchio" Dlgs 196/2003 (ora abrogate).

Il Fascicolo Sanitario Elettronico richiede il consenso esplicito dell'interessato. I dati sanitari sono delicatissimi e meritano il più alto grado di protezione. Lo ha specificato il Garante della privacy nel provvedimento n. 55 del 7 marzo 2019 (Chiarimenti sull'applicazione della disciplina per il trattamento dei dati relativi alla salute in ambito sanitario).

Di recente l'Agenzia delle entrate ha esplicitato l'intenzione di iniziare ad applicare modelli predittivi del rischio antievasione basati sui data analytics. In particolare, grazie alla valorizzazione e all'analisi dei dati derivanti dalla fatturazione elettronica e dall'invio telematico dei corrispettivi, l'Agenzia delle entrate si propone di migliorare l'efficacia e la tempestività dei controlli fiscali e di promuovere la compliance per l'assolvimento spontaneo degli obblighi tributari.

Si chiama "Simjacker", ed è un tipo di attacco informatico che colpisce gli smartphone sfruttando gli sms. Proprio i messaggini sono il cavallo di Troia di questo tipo di spyware, che istruisce la sim card affinché prenda il controllo del dispositivo spiando le informazioni e inviandole all’hacker.

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Pubblicità su misura in televisione con la "Addressable TV", occhio alla privacy

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