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Federprivacy

Google e Facebook doppiamente sotto scrutinio negli Stati Uniti per le questioni che riguardano antitrust e privacy. Oltre alle indagini da parte degli organi federali, si stanno aggiungendo infatti anche quelle dei procuratori generali di una trentina di stati che vogliono vederci chiaro sulle pratiche dei due giganti del web. La notizia è già circolata nelle scorse settimane, ma secondo il Wall Street Journal a breve ci sarà l'annuncio ufficiale di una delle due indagini, quella su Alphabet, la società che controlla Google.

Milioni di numeri di telefono degli utenti di Facebook sono stati esposti in un database online aperto. L’azienda ha confermato l’ennesimo scivolone sulla privacy: secondo il sito tecnico TechCrunch, i numeri telefonici, insieme agli ID Facebook dei rispettivi proprietari, sarebbero stati memorizzati in un server online che non era protetto da password. Il set di dati includeva circa 133 milioni di record di utenti statunitensi, 18 milioni di quelli del Regno Unito e 50 milioni di utenti vietnamiti. Dopo la segnalazione di TechCrunch, il database è stato immediatamente messo offline, ma il danno ormai era fatto.

Parte il 18 settembre da Firenze presso l'Università degli Studi, Dipartimento di Scienze Giuridiche il tour degli eventi formativi gratuiti del progetto Smedata organizzati per supportare le piccole e medie imprese e i professionisti impegnati negli adempimenti normativi in materia di protezione dei dati personali e offrire chiarimenti ai soggetti che operano nella consulenza giuridica sul Regolamento (UE) 2016/679.

"La nostra salute mentale è in vendita": è l'allarme lanciato, senza mezzi termini, da un nuovo studio di Privacy International, organizzazione benefica del Regno Unito che difende il diritto alla privacy nel mondo. Una conclusione a cui l'associazione è arrivata dopo aver analizzato 136 siti sulla depressione popolari in Francia, Gran Bretagna, e Germania, scoprendo un'amara verità: la maggior parte di loro condivide i dati degli utenti con inserzionisti, colossi hi-tech e data broker, mentre alcuni test online per la depressione passano le risposte alle domande, nonché il risultato finale, a terze parti.

Sta diventando un caso l'app cinese Zao che permette agli utenti lo scambio dei volti con le celebrities e su cui si adombrano dubbi sulla privacy. Una situazione che ricorda quella di FaceApp, l'app che invecchia i volti diventata virale a cavallo dell'estate.

Il profondo cambiamento normativo di questi ultimi anni ha generato una profonda attenzione sulla gestione del dato e soprattutto l’informazione in esso contenuta. Nella dimensione digitale, l’applicazione pratica del diritto, nel migliore dei casi, avviene ancora attraverso analisi settoriali segmentate: impostazione ormai superata da sostituire con visioni sistemiche e strutturate.

Mercoledì, 04 Settembre 2019 09:04

Che cosa è il "vishing"?

Il vishing è una forma di truffa simile al phishing, con lo scopo di carpire, con l'inganno, informazioni private. La truffa sfrutta ed automatizza la persuasione tipica delle tecniche di Social Engineering ed è effettuata tramite servizi di telefonia. In particolare, sfruttando la tecnologia VoIP per esempio, gli aggressori effettuano delle telefonate simulando l'esistenza di un call center (di una banca ad esempio) e chiedendo alla vittima di fornire i propri dati ad un operatore.

Al via il modello del Garante per la segnalazione degli incidenti, informatici e no, da cui sia derivata una violazione della privacy: dai virus più o meno sofisticati alle perdite di dispositivi, dalle sottrazioni di banche dati alle alterazioni di file, dai furti di password ai ricatti online e così via.

L'autorità bulgara per la protezione dei dati personali imporrà una sanzione di circa 2,6 milioni di euro all'Agenzia Nazionale delle Entrate per la violazione che ha portato al furto dei dati personali di circa 4,1 milioni di contribuenti.

La DSK Bank, una banca del gruppo ungherese OTP, è stata sanzionata in Bulgaria per un importo corrispondente a più di mezzo milione di euro a seguito di una violazione di dati personali che ha colpito 33.492 clienti.

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CNR di Pisa, concluso il Corso di formazione manageriale per Data Protection Officer

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