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Federprivacy

"Sofisticato attacco informatico" a Grandi navi veloci. Lo comunica la compagnia sottolineando che l'attacco informatico ha comportato una perdita di riservatezza delle informazioni personali di alcuni passeggeri, titolari di carte di credito e intestatari della transazione di prenotazioni, che hanno effettuato acquisti di titoli di viaggio sul portale e-commerce della Compagnia.

E' partito il "Privacy Sweep 2019", un’indagine a carattere internazionale dedicata quest’anno alla gestione dei data breach da parte di soggetti pubblici e privati. Le Autorità di protezione dati che svolgeranno l’indagine prenderanno in esame i processi e le procedure adottati per la gestione delle violazioni dei dati personali dai titolari dei trattamenti che operano sui rispettivi territori nazionali.

Tagliando di controllo ogni due anni per gli algoritmi che schedano cattivi e buoni pagatori. La tecnica applicata al credito al consumo e ai finanziamenti tipici dei consumatori deve essere disciplinata da regole rispettose della privacy e della dignità degli individui. Lo scoring automatizzato presuppone verifiche sulla funzionalità dei programmi utilizzati.

Anche con sms il preavviso di segnalazione di inserimento tra i «cattivi pagatori» nelle liste delle cosiddette «centrali rischi private». Per contrappeso, gli archivi dei «sistemi di informazioni creditizie» conserveranno più a lungo (60 mesi) le informazioni positive, che attestano l'affidabilità di una persona. Mentre restano sostanzialmente invariati i termini massimi di conservazione delle informazioni su ritardi e mancati pagamenti (fino a 24 mesi per i ritardi poi regolarizzati).

Maggiori tutele per i consumatori censiti nelle banche dati del credito, trasparenza sul funzionamento degli algoritmi che analizzano il rischio nei finanziamenti, apertura alle nuove tecnologie e ai servizi del Fintech. Queste sono alcune delle novità previste nel nuovo “Codice di condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti” (i cosiddetti “Sic”), proposto dalle associazioni di categoria e approvato dal Garante per la privacy.

Privacy sotto attacco anche sul divano di casa. Colpa degli elettrodomestici smart, dispositivi “intelligenti” in grado di connettersi a Internet. A rivelarlo sono due studi indipendenti: uno della Northeastern University di Boston e dell’Imperial College di Londra, l’altro dell’Università di Princeton. Gli apparecchi trasmetterebbero infatti i nostri dati sensibili alle cosiddette «terze parti» - aziende interessate a profilare gli utenti per confezionare inserzioni su misura - con molta meno trasparenza del necessario.

Avete presente il classico gesto di vittoria, quello in cui le due dita di una mano sono posizionate in modo tale da formare la lettera "v"? Bene, sappiate che se vi fate immortalare così da una fotocamera di ultima generazione la vostra privacy è a rischio.

Il Centro di coordinamento statale per la sicurezza informatica della Thailandia (ThaiCert), ha lanciato un allarme rivolto a circa 3,3 milioni di utenti spiegando che le loro informazioni personali sono state scoperte in "sistemi di database stranieri che si sovrappongono a siti di giochi d'azzardo".

Il Gdpr non è sufficiente per proteggere i cittadini europei dall’invadenza e dagli abusi dei giganti del web e per questo servono nuove regole più stringenti per controllare e bloccare gli abusi nell’utilizzo dei nostri dati da parte delle grandi corporation digitale made in Usa. Questo in sintesi il pensiero di Margrethe Vestager, vicepresidente esecutivo e commissario alla Concorrenza della Commissione Ue, che in un discorso tenuto a Copenhagen ha dato un assaggio di quella che sarà la sua linea di condotta nei prossimi 5 anni.

La rete è stata ed è, indubbiamente, uno straordinario strumento di promozione della cultura, dell'informazione, del pluralismo, della libertà di espressione, persino di quei legami sociali che oggi ci sembrano sempre più fragili ed evanescenti nella vita "off-line". Eppure, a fronte di questi meriti, il web ha anche sviluppato un "lato oscuro", ospitando e amplificando - con la forza propria di un mezzo davvero "planetario" - espressioni e immagini diffamatorie, vessatorie, violente nel senso più lato del termine, spesso in danno di minoranze o dei soggetti più fragili.

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Umberto Rapetto: più tutelati con Gdpr ma non bisogna abbassare la guardia

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