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Baltimora ancora sotto cyber sequestro, documenti riservati pubblicati su Twitter

Gli hacker che tengono in ostaggio digitale la città di Baltimora hanno pubblicato su Twitter, tramite un loro account, dei documenti pubblici sottratti durante l’attacco. Secondo quanto riportato dal Baltimore Sun (possibile limitazione a causa del Gdpr), l’account sarebbe stato sospeso immediatamente dopo che questo aveva pubblicato i dettagli della cartella clinica di una donna deridendo il sindaco della città, Bernard C. “Jack” Young.

L’hacker o il gruppo di hacker via Twitter aveva precedentemente contattato un reporter del Baltimore Sun informandolo di essere in possesso di numerosi documenti finanziari e informazioni personali dei cittadini. Sempre lo stesso account avrebbe minacciato in un secondo momento di far trapelare tutta la documentazione nei forum del dark web.


Nonostante le dichiarazioni sul social network, i funzionari del governo cittadino rassicurano gli abitanti di Baltimora che nessun documento personale è stato trafugato durante l’attacco.

L’attacco ransomware ha colpito Baltimora all’inizio di maggio paralizzando i sistemi informatici di tutta la città. Il cyberattacco ha bloccato le transazioni immobiliari e interrotto i siti web per l’elaborazione delle bollette dell’acqua e di altri servizi. Il municipio è dovuto ricorrere a metodi analogici per far fronte all’emergenza e garantire i servizi sospesi.

Il sequestratore o i sequestratori hanno chiesto un riscatto di 13 bitcoin, mai pagato. Sebbene il riscatto fosse pari a circa 101mila dollari, Ars Technica ha calcolato che l’attacco sia costato ai contribuenti circa 18 milioni di dollari.

Bisognerà attendere per scoprire se gli hacker manterranno fede alla loro minaccia di pubblicare tutti i documenti riservati nel dark web o se invece si comporteranno come con le minacce relative al mancato pagamento del riscatto, lasciandole cadere nel nulla.

Fonte: Wired

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